Le prime scarpe realizzate con i rifiuti degli oceani

Le prime scarpe realizzate con i rifiuti degli oceani: un modelle eco-sostenibile realizzato riciclando i rifiuti e le reti di plastica recuperate in mare.

Arrivano anche le scarpe ecosostenibili realizzate con i rifiuti degli oceani: la Adidas infatti ha ideato il prototipo di un nuovo modello di sneakers ecosostenibili, create con i rifiuti e le reti di plastica raccolti in mare.

Le prime scarpe realizzate con i rifiuti degli oceani

Come trasformare un problema in un’opportunità

Siamo di fronte ad un esempio concreto di come si possa sfruttare la tecnologia e l’innovazione per portare avanti progetti che abbiano anche un’importante ricaduta sull’ambiente. Nello specifico Adidas si è legato a Parley for the Oceans, associazione ambientalista nata con lo scopo di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione dell’inquinamento degli oceani. Nello specifico l’ obiettivo è quello di ripensare il design dei prodotti e aiutare a ridurre il problema della plastica nelle nostre acque.

In pochi sanno che le reti da pesca sono ad oggi le principali responsabili dell’inquinamento marino, ma il fatto che possano essere riutilizzate in questo modo potrebbe finalmente cambiare una situazione che purtroppo si aggrava sempre di più, giorno dopo giorno. Questo primo modello ad esempio si basa sul design UltraBoost Uncaged, uno dei modelli di scarpa da corsa più popolari del brand. La differenza principale è che la versione “geen” h una morbida fodera Primeknit realizzata per il 95% con plastica recuperata dall’oceano. Anche altre parti della scarpa, come ad esempio i lacci, il copri tallone, le cinghie e il sock-liner sono fatte di materiali recuperati da Parley durante operazioni di bonifica delle coste delle Maldive.

Innovazione e design nel segno della sostenibilità

Per ora sono state prodotte 7.000 paia di scarpe ecosostenibili realizzate con i rifiuti del mare, ma l’obiettivo è di arrivare a realizzarne 1 milione di paia entro la fine del 2017. Senza dubbio un segnale molto positivo per l’ambiente, soprattutto se questo tipo di innovazione si diffonderà anche tra gli altri grandi player del settore.a 3D.

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